Una grandissima impresa quella compiuta da parte dell’Allianz Trieste, che riesce a espugnare il campo senz’altro più complicato dell’intera Serie A, ovvero quello di Milano. Una vittoria netta quella degli ospiti, che si impongono con il punteggio di 81-100.
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Pesaro, colpo di mercato: arriva Gerald Robinson
La Carpegna Prosciutto Basket Pesaro si rinforza e ha comunicato in via ufficiale di aver ingaggiato un nuovo americano, che potrà dare una mano alla squadra a salvarsi e, magari, raggiungere i playoff se le cose dovessero andare per il meglio.
Luis Scola firma con Varese, che colpaccio dei lombardi!
Per i tifosi varesini è chiaramente il colpo del secolo, dal momento che era davvero tanto tempo che non si aveva la possibilità di ammirare un simile campione con la maglia biancorossa. Stiamo parlando di Luis Scola, che pochissimi giorni fa ha ratificato la sua intesa con la Pallacanestro Varese, lasciando l’Olimpia Milano e il doppio impegno tra campionato ed Eurolega.
Repesa e il grande ritorno: c’è la firma su un triennale con Pesaro
Jasmin Repesa è tornato in Serie A. Una notizia che farà sicuramente sobbalzare sulla sedia sia i tifosi della Fortitudo Bologna che dell’Olimpia Milano, squadre che sono state guidate dal tecnico croato fino alla vittoria dello scudetto. Adesso, l’obiettivo di Repesa è quello di lavorare il più possibile per organizzare il rilancio in grande stile del club marchigiano.
Banchero, passaporto arrivato: è finalmente italiano
Metti un talento di 17 anni, un lungo atletico ed esplosivo come ce ne sono pochi in giro, uno dei più seguiti e visionati dagli scout cestistici negli Stati Uniti, uno di quelli che dovrebbe avere la strada segnata verso la Nba, e poi metti il fatto che giocherà con la nazionale italiana.
Virtus Roma: dal rilancio al rischio concreto di scomparire
Una notizia che ha raggelato le migliaia di tifosi capitolini che hanno tante volte seguito la pallacanestro con un amore che non conosce i confini. A Roma, la Virtus rischia seriamente di scomparire. Il motivo è rappresentato certamente dalla decisione di Claudio Toti di fare un passo indietro e di vendere la società: una scelta estremamente sofferte, ma inevitabilmente dettata dalla volontà di stare al fianco dell’azienda di famiglia per dare il maggiore supporto possibile durante questo grave periodo di emergenza sanitaria.
Nba, il pallone dopo 38 anni sarà di nuovo della Wilson
Sono stati decenni a inseguire, a cercare di riprendersi quello scettro che le era stato tolto. Ebbene, adesso finalmente Wilson può dire di aver realizzato quell’obiettivo. Nella stagione 2020-2021, infatti, sarà proprio della Wilson il pallone da basket ufficiale nel massimo campionato a stelle e strisce.
NBA scopriamo il salary cup
In questo periodo così particolare per lo sport, anche in Italia si sta parlando con insistenza di sostenibilità economica per le squadre sportive e di come provare ad evitare di creare un gap eccessivo tra le squadre di uno stesso campionato (in questo caso il riferimento è soprattutto alla serie A di calcio) che porti, come conseguenza, ad un minore interesse per le competizioni. E dunque si analizzano con interesse vari modelli seguiti a livello internazionale e tra questi indubbiamente c’è anche il salary cap della NBA.
Ad approfondire l’argomento è stata Betway che ha realizzato un articolo con una infografica interattiva che prende in considerazione il fenomeno del salery cup e la sua evoluzione nel corso dei suoi prima 35 anni di vita. Iniziamo subito a spiegare che cosa è il salary cap: in pratica tutte le franchigie della National Basketball Association sono “costrette” a spendere ogni anno per i contratti dei giocatori una cifra precedentemente stabilita. Se ad esempio la somma dei contratti in un anno è di 100 milioni di dollari, questa non può essere superata ma al contempo non può neppure scendere di oltre il 10% e dunque per tutti i contratti di un team non si può spendere meno di 90 milioni di dollari e non più di 100 milioni.
Volete sapere le cifre decise per la stagione 2019 – 2020 in merito al salary cap? Ve le diciamo subito. La soglia massima è stata fissata a 109.140 milioni di dollari mentre l’ammontare minimo da spendere in stipendi è 99.226 milioni. Si tratta della cifra più alta registrata nella storia dell’NBA, segno che il basket a stelle e strisce continua la sua inarrestabile corsa al successo globale.
Il dato è ancora più straordinario se confrontato con le cifre del passato: quando è stato introdotto nel 1985, il salary cap arrivava alla cifra 3.6 milioni di dollari. Dopo 5 anni, nel 1990, era quasi quadruplicato visto che il tetto massimo era fissato a 11.8 mentre è arrivato ad essere quasi già 10 volte tanto nel 2000 toccando la cifra di 35.5 milioni. Nel 2010 si arrivò a 58.04 e dunque nell’arco di 10 anni, il salary cap è quasi raddoppiato.
Alle limitazioni della salary cap esistono alcune eccezioni che potete scoprire nell’articolo linkato all’inizio di questo post. Oltre alla eccezioni ovviamente esistono anche le sanzioni che sono particolarmente pesanti e dunque i team fanno ovviamente di tutto per rientrare nei limiti consentiti.
Quello che ci chiediamo dopo aver conosciuto le regole di base del salary cap è se questo sistema potrebbe essere applicabile o meno anche allo sport italiano. Difficile rispondere: l’ipotesi più plausibile è che se presa in considerazione questa ipotesi, dovrebbe essere rimodellata per la specificità italiana che è molto differente da quella USA. Ricordiamo infatti che nell’NBA non esistono promozioni e retrocessioni e come le franchigie possono potenzialmente cambiare di città se una certa società che ne detiene il controllo ha problemi economici. Un modo di concepire lo sport profondamente diverso dal modello italiano che per certi versi è simile anche a quello degli altri paesi europei.
The Last Dance, il nuovo documentario sui Bulls di Jordan è arrivato
Una vera e propria chicca, l’ideale per tutti gli amanti della palla a spicchi. Stiamo parlando di The Last Dance, ovvero il documentario che da poco è stato lanciato su Netflix e che sta ottenendo un successo clamoroso. Sono ben dieci gli episodi in cui viene riassunta la carriera di Michael Jordan, ma in modo particolare la sua ultima stagione che ha portato al titolo con la maglia dei Bulls.
Nba, come riprenderà il campionato? Tutte le opzioni sul tavolo
L’emergenza Coronavirus sta creando una serie di problematiche molto importanti in tutto il mondo, ovviamente anche nell’universo dello sport. Anche in Nba è arrivata la sospensione che tanto si temeva, dopo la notizia del caso di positività di Gobert, centro francese in forza ai Jazz.
Turchia, il basket non è sospeso: si continua a giocare
In una situazione di emergenza a livello europeo, il basket in Turchia incredibilmente continua. Esattamente come la pallacanestro, anche tante altre discipline stanno proseguendo per la via maestra, cercando di rispettare le precauzioni minime, ovvero giocando le partite a porte chiuse.
Derby Bologna, la Virtus non lascia scampo alla Fortitudo
Non c’è stata partita: doveva essere il derby di Natale più bello e avvincente degli ultimi anni, eppure la Virtus ha dominato in lungo e in largo una Effe che è sembrata sempre in balia dei propri avversari e cugini, incapace di rispondere al predomino atletico e a bloccare il pick’n’roll della Virtus.
Milano, prima sconfitta in casa ad opera di Brescia
La prima partita in casa per la nuova Olimpia Milano targata Ettore Messina non è esattamente come quella che tanti tifosi si aspettavano, dal momento che Brescia fa il colpaccio, espugnando la roccaforte meneghina con il punteggio di 65-73. Alla fine del match, estremamente pragmatico Messina, che non accampa alcun tipo di scusa e rivela l’ultimo colpo di mercato, con Luis Scola che domani verrà annunciato in via ufficiale, nella speranza di poterlo avere già in Eurolega.
Mondiali basket: trionfa la Spagna, surclassata in finale l’Argentina
Non c’è stata mai partita: una finale a senso unico ha premiato la Spagna, con le Furie Rosse che sono riuscite, grazie ad un Mondiale disputato veramente in modo superlativo, vincere il titolo anche senza avere i favori del pronostico. Nella finalissima, la sorpresa Argentina non è stata in grado di contrastare il predominio di Gasol e Rubio, che hanno trascinato gli spagnoli ad una medaglia d’oro quantomai meritata.