Il basket in Tv fra la forbice di La7 e Sportitalia….

E’ difficile razionalizzare quanto e quali numeri  siano attendibili: sto parlando di quelli prodotti da quell’incerta fabbrica d’incertezze che è un certo tipo di statistica. Mi riferisco a quella nata nel 1984, l’Auditel , vero termometro a mercurio (quindi da tenere lontano dai bambini) degli ascoltoni… Gli ascoltini invece sono un fritto misto, un qualcosa nel quale è difficile distinguere il polpo dal calamaro o da altri ingredienti.  E il basket, purtroppo, appartiene a  questi ultimi. Fare un analisi seria su questi mini numeri è come dire chi sarà eletto tramite gli exit-poll: attenzione, ho detto chi sarà eletto non chi vincerà, è ben diverso.

Soprattutto è facile dire che i numeri sono stati superiori ai precedenti  (mi riferisco ai trionfalismi post Final 8): è come dire , visto che siamo in periodo elettorale , che un candidato eletto a Milano ha ottenuto  più voti di un altro eletto, che so, a Sondrio. Differenza? Il bacino di utenza di Milano è di 3 milioni e passa , mentre Sondrio ne ha 183 mila. Ho esagerato nella proporzione , ma è per far capire com’è il discorso. E poi non si usa più la valutazione del gradimento, e qui di asini ne cascano tantissimi. Se poi queste valutazioni si danno producendo dati che veramente difficile reperire (provate a fare una ricerca su Google o simili, e poi sappiatemi dire), La7d c’è mentre Sportitalia, scusatemi, non l’ho trovata…

Il “caso Minard” e la responsabilità sociale del basket

Il Corriere della Sera di stamani nelle pagine bolognesi  conferma il sospetto venuto a tutti quanti  leggendo giovedì le news dell’Euroleague che davano, a sorpresa, Ricky Minard firmato per il Besiktas. Per due ragioni: la prima perché si era letto che la Virtus considerava incedibile  il suo giocatore più importante, il secondo perché  il Besiktas dopo 7 sconfitte dovrebbe vincere le rimanenti 7 e quindi il colpo-Minard  non cambiava nulla nel destino dei turchi, per cui si chiedeva quale correlazione ci fosse fra le assicurazioni mediatiche della Virtus a volte clamorosamente fallaci (vogliamo ricordare l’annuncio sul Tg di La7 dell’ingaggio di Kobe Bryant due anni fa?)  l’ annuncio dei turchi.

Secondo il collega  Daniele Labanti del Corriere, il Besiktas aveva già messo il giocatore nella lista dell’Euroleague”ben prima che Sabatini dicesse in Tv Minard è incedibile”. Il giornale cita anche  il caso come causa di una situazione di nervosismo, di chiacchierata puntualità nei pagamenti, di prestazioni insufficienti in campo frutto di questa tensione.

Nba LeBron e Parker bocciano Bulls e Clippers, Redick ai Bucks

Le due attese dirette  televisive di  TNT, il Network di Turner, offerte giovedì notte su tutti gli Stati Uniti che contrastano con la modestia della produzione dell’Euroleague e del Basket-Spaghetti  finiscono per essere  una rivincita personale di LeBron e Tony Parker che avevano dovuto lasciare il palcoscenico dell’All Star Game a Chris Paul. L’indiscusso  MVP di Houston è stato infatti sovrastato dal francese in ogni punto del campo, creatività, incisività, precisione, personalità, un momento di “show time” cadenzato da 1 assist al minuto degli Spurs, anche se alla fine si fermeranno a 30 per non infierire.

Il verdetto è stato chiaro, per ora Bulls e Clippers non sono da titolo, anche se Derrick Rose parlando per la sua squadra pensa invece il contrario confidando sul suo rientro che diventa urgente e  necessario perché i Bulls hanno raschiato il barile e sono rimasti fuori dal mercato quando molti davano per scontata la partenza di Rip Hamilton e si aspettavano almeno una sorpresina , mentre la storia del trade Boozer-Bargnani era solo  una furbata dei Raptors per capire se c’era un fesso  interessato  a rilevare il pesante contratto di Bargnani rimasto com’era scontato a Toronto, anche se  nonostante il fatto di non aver segnato un solo canestro contro Memphis e  aver manifestato “comunicazione zero” coi compagni mi aveva fatto sorgere il dubbio che prima della gara i suoi dirigenti  l’avessero informato di preparare le valigie.

Se il compito di Bargnani adesso è quello di dimostrare  di essere il vero acquisto dei Raptors, quello di  Belinelli sarà  di tirare fuori gli artigli per chiudere la stagione col rinnovo del contratto  perchè  giovedì  è andato in bianco nel tiro, e  proprio per il tiro pesante  è stato preso dai Bulls che nella brutale sconfitta hanno pagato anche  la ricaduta dell’infezione al gomito di Rich Hinrich, l’unico play vero, del quale ci si accorge quando manca e  di quando è in campo.

Stoppato ben due volte da Kobe Bryant nel finale di Houston quando ancora aveva la chance di essere il MVP, LeBron è tornato a tirare sopra  il 60% a Chicago, dove non aveva mai vinto con la maglia degli Heat. Il suo  partitone serve a coprire certe magagne, vedi consentire ad Haslem  di stare nel quintetto pur senza segnare un solo canestro.

I Bulls hanno onorato il complesso del …campo amico, ma segnare solo  67 punti  (minimo stagionale per la difesa dei campioni che ringrazia sentitamente) è davvero troppo, e ancor peggio stabilire il record stagionale  di palle perse, largamente… migliorato da 22 a 27 col contribuito di Noah e Marquis Teague ( 4 a testa), e  Boozer, Hamilton, Robinson, Gibson e Belinelli (3 a testa).  E poi c’è l’altra criticità, ormai cronica, il tiro da 3: su 11 tentativi ha segnato solo Robinson 2 volte (su 4)  e sono rimasti all’asciutto le guardie Hamilton e Belinelli (0/3).

I Bulls usciti male dal big-match non ripeteranno quindi il successo nella regular season per il terzo anno consecutivo,  hanno grattato il fondo del barile e  forse ci hanno lasciato le unghie,  e l’acquisto sarà  ora Derrick Rose la cui presenza urge più che mai col  problema al gomito di Hinrich senza il quale la squadra ha vinto solo 2 gare su 8.

Il truce Thibby (Tom Thibodeau) a fine gara si è rassegnato alla realtà rendendo merito alla partita di King James e agli altri cavalieri bianchi non volendo infierire sulla sparuta pattuglia per cercare di non perdere di vista il 4°  posto dell’Est e avere un teorico fattore-campo (che questa stagione  sembra più il triangolo delle Bermude personale..): “Miami vola, sta giocando alla grande, se contro di loro hai 2-3 minuti brutti sei fregato, ed è quello che abbiamo fatto noi”.

La superiorità degli Spurs  sul campo dei Clippers, ha toccato punte oceaniche raggiungendo il + 34, 92-68, quando Parker ha toccato i 31 punti  (questo dopo soli 28 minuti) facendo a pezzi  una difesa intontita con i suoi dribbling  stretti  e arrivando sotto canestro per chiudere il sottomano, o armando i suoi tiratori entrata-e-scarico.  Ha avuto un +31 nel confronto diretto con Chris Paul, come dire un ko al primo pugno, il quale sembrava il fantasma di quello che domenica ha alzato il trofeo più ambito della partita delle stelle col record di 15 assist.

L’interesse si è spostato quindi sulla chiusura del  mercato, alla fine Howard, Josh Smith, Bargnani, Ridnour sono rimasti e il colpo maggiore a pronta presa è quello di Milwaukee con JJ Redick dei Magic .

Questi sono stati i trasferimenti delle ultime ore:

Toronto  che cercava il cambio di Lowry in regia, prende Sebastian Telfair da Phoenix , non più vice-Dragic col nuoco coach Hunther,  per il gigante iraniano Hammed Haddadi e una 2.a scelta.

Portland prende come vice-Lillard la guardia di Oklahoma Eric Maynor che costa 2,3 milioni e ha problemi al ginocchio e i diritti di Giorgios Printezis, autore del canestro della vittoria in Euroleague  dei greci. Atlanta prende Jeremy Tyler e Danthan Jones , Filadelfia prende Charles Jenkins  e i Mavricks Anthony Morrow. Oltre a Printezis Oklahoma ha acquistato per soldi dai Knicks Ronnie Brewer uscito dal quintetto col ritorno di Shumpert e una seconda scelta. I Grizzlies hanno puntato su Dexter Pittman ceduto dagli Heat che si prendono Ricky Sanchez e una seconda scelta. Il movimento che può determinare un impatto vero è il triplo acquisto dei Bucks con la guardia JJ Redick , il centro messicano Gustavo Ayon e  il playmekerino Ish Smith.  I Magic che perdono Redick hanno preso Tobias Harris, Doron Lamb e Karim Warrick, l‘ala forte Josh Robert è arrivato a Charlotte, i Celtics hanno preso Jordan Crawford, fino al ritorno di Wall, un giocatore di spicco per Washington in cambio di Leandro Barbosa che si trova ad aver cambiato 4 squadre in un anno (Raptors,Pacers,Boston e Wizards) e il centro Jason Collins. Per finire Marcus Morris lascia i King per raggiungere il gemello Markieff ai Suns.

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Risultati turno giovedì 20 febbraio: Chicago-Miami 67-86 (14 N.Robinson, T3 2/4, 12 Boozer + 11 r, 11 Noah, 8 r, 8 a, 3 rec, 2 st, 3 Belinelli, 0/1, 0/3, tl ¾, 0 rimbalzi, assist e recuperi e perse in 15’33”, 27 perse; 26 L.James + 12 r, 11/15, T3 ¼, 7 a, 2 rec, 17 Wade, 8 r ,5 a , 0 Haslem); LA Clippers-Sas Antonio 90-116 (17 B.Griffin, 8 r, 18 Matt Barnes, 5/6, T3 1/5, 6 r; 31 T.Parker, 12/16, tl 7/7, 7 a, 0 perse, p/m + 31, 15 D.Green, T3 3/6, 7 a, 10 Ginobili)

Eurolega flop di Siena aTel Aviv e di Pianigiani che rischia

Il Maccabi risorge nella partita più difficile, e il match n.4 della serie che stava 2-1 per i senesi finisce con una bruttissima sconfitta che costa anche la differenza canestri nel caso di arrivo a pari punti con uno dei club storici della competizione ancora priva del suo centro, il forte Lior Elyhau. Siena non ne ha approfittato.

Da dimenticare l’ultimo quarto della Montepaschi, un crollo a picco dopo che i senesi avevano segnato 2 canestri con Eze e per 3 minuti avevano impedito ai rivali di andare a canestro arrivando a -12 (69-57) . Nei 7 minuti finali la Montepaschi ha invece segnato solo 4 punti. Nella brutta serata di Tel Aviv sono salvati solo Kangur e Brown il quale però ha fallito 7 tiri da 3 punti e perso 5 palle, ma non ha forzato. Luca Banchi con un organico ridotto ha giocato dall’inizio con quintetti piccoli, non si è capita però la ragione di tenere in panchina Hackett per tutto il primo quarto, ne ha risentito la regia, retta da Brown, e  forse anche per questa ragione nei  primi  due quarti la Montepaschi  non ha tirato nemmeno un tiro libero.

Eurocup: dominano le squadre russe, fuori l’Italia

Nei quarti di finale della competizione che premia i vincitori dell’Eurocup con l’ammissione diretta  nel main draw di Euroleague e fanno pure bela figura come dimostra questa stagione  il Khimki Mosca ed è successo in quella precedente  con l’Unics Kazan  Fra le 8 ben 3 squadre russe (Spartak San Pietroburgo, Lokomotiv Kuban e Unics Kazan), due spagnole (Valencia, finalista di Coppa del Re) e Bilbao e nessuna italiana dopo l’eliminazione  del Banco di Sardegna nell’Eurcup che  non abbiamo mai vinto dalla prima edizione, cosa  riuscita persino ai tedeschi e agli israeliani. Completano il quadro dei quarti, previsti  il 5-6 marzo e 12-13 marzo, gli ucraini del Budivelnik Kiev, i tedeschi del Ratiopharm Ulm e i montenegrini de Buducnost. Quegli gli incontri: Spartak San Pietroburgo-Budivelnik Kiev, Ratiopharm Ulma-Uxue Bilbao, Buducnist Voli- Lokomotiv Kuban, Valencia-Unics Kazan. Vantaggio del campo per il secondo incontro le vincitrici dei 4 gironi, Kiev. Bilbao, Lokomotiv Kuban e Unics-Kazan. Non è da escludere una finale russa.

Nba il Mago per la prima volta a secco, salviamo il soldato Bargnani!

Nella vita di ognuno di noi c’è il momento più bello e quello più brutto. Andrea Bargnani ha certamente toccato il cielo, grazie anche ai 213 centimetri, in quel giorno  di giugno del 2006 quando venne scelto n.1 del draft 2006. Merito suo, dei buoni uffici della Benetton, il club europeo che ha il primato di giocatori forniti alla NBA, grazie al passaggio  nella Lega professionistica di  Gherardini e D’Antoni, che l’avevano sotto gli occhi. E vorrei aggiungere al credito come scout di Rudy D’Amico, il coach  vincitore della Coppa dei Campioni col Maccabi scout per l’Europa dei Raptors, e senza dimenticare all’italianità di Toronto –altra ragione dell’operazione – considerata la quarta città italiana per abitanti.

Per l’implacabile maledizione del Settimo Anno,  proprio nella stagione in cui i Raptors speravano che si ponesse come la guida di una squadra di giovani, il Mago mercoledì notte 20 febbraio ha toccato il fondo non riuscendo a segnare per la prima volta nemmeno un canestro in 22 minuti . La sua partita racconta di zero tiri liberi, 2 rimbalzi, 1 assist, qualche blocco in lunetta per Lowry, difesa critica, considerando i molti rimbalzi in attacco  e i canestri dei Grizzlies di seconda intenzione e i liberi di Randolp,  col suo fisico da peso massimo, col quale il romano ha avuto purtroppo a che fare o negli switches o nel taglia fuori.

Eurolega il Maccabi vuole Brown?… Siena vuole la vittoria

Parte il ritorno delle Top16 new format, 14 gare totali dal 28 dicembre al 5 aprile, da una stagione all’altra con i suoi tre mesi d’impegno è diventato  l’hard core della competizione, Può essere una buona idea, certo, se non fosse che  l’Euroleague ha preso il  tipico vizio italico di pensare che le formule – soprattutto le pòroprie –  siano la causa del successo, quanto invece l’effetto. Se hai grandi squadre, grandi giocatori, un’omogeneità strutturale tale e quale sarebbe richiesta a una vera Basketball League professionistica, allora la televisione  – perché è questo certamente  lo scopo, oltre a qualche incasso in più – può far lievitare  il prodotto. Altrimenti  si rischia l’effetto-boomerang.

Poi hai il livello dell’interesse nazionale determinato dalla rappresentatività della formazione attraverso la concentrazione di forti giocatori del proprio paese. Una variabile che ha penalizzato, ad esempio Siena, scorrendo la storia degli ascolti Tv  (dove non arrivava i n una finale scudetto a un Teramo-Milano o Treviso-Milano della regular season) fino a quando non s’è optato per il suicidio della Tv-spezzatino fino, passando dalle Tv locali,  alla geniale invenzione del Simulcast. Il classico “paghi uno e prendi due”, la svendita  ragionevole solo  in un mercato come quello americano, con numeri grossi e cultura per il gioco e imprenditoriale. O  se ciascuno di noi avesse il dono dell’ubiquità.

Nba la ripresa si tinge d’azzurro, 26 per il Gallo

Calato il sipario sull’All Star Game “West oriented” di Houston (vittoria nella gara maggiore e nelle matricole, MVP Chris Paul e Kenneth Faried) il Barnum è ripartito per l’ultima tranche della stagione, a 25 gare dalla fine San Antonio  rafforza il suo primato vincendo a Sacramento , i Brooklyn Nets schivano la sconfitta grazie a Joe Johnson che segna da 3 per il pareggio e nel supplementare, il quinto tie-break vincente,  segna il jump della vittoria allo scadere con Milwaukee.

Chicago che per ora mostra Derrick Rose solo nel riscaldamento passa a New Orleans con 9 punti di Belinbelli  e avvicina Indiana per il primato della Central Division. Toronto vince a Washington tradita da Wall (1 su 14) e con la quinta vittoria consecutiva vive l’era Gay e col nuovo ruolo di Bargnani sesto uomo da 11 milioni di dollari,  perché a 24 ore dalla chiusura del mercato non si vede uno straccio di acquirente per il n. del draft 2006.  Comunque finisce con 9 punti e poco altro,  giocatore tutto da ricostruire ma deve lavorare duro.

Vicario di Malagò il prof.Chimenti il più votato

Giovanni Malagò, 54 anni, laurea in economia e commercio, già nei “giochi” al CONI quattro anni fa ed eletto in Giunta, presidente del Circolo Aniene dal ’97 dopo aver dovuto fare uno slalom fra diversi paletti sull’eliggibilità, è il 15° presidente del CONI  moderno. Con un successo personale significativo  (49 voti, il più votato in assoluto) che si collega al risultato  di quattro anni fa il professor Franco Chimenti, presidente del golf,  è l’artefice del ticket vincente e sarà il vicepresidente vicario.

L’altro vice è il vicepresidente Giorgio Scarso presidente della Federscherma. La squadra dei 7  comprende Paolo Barelli nuoto,  Luciano Buonfiglio,  in quota atleti Alessandra Sensini e l’inglese Fiona May (che faceva parte con Yuri Chechi, ritiratosi prima della  votazione,della squadra di Pagnozzi),  Giancarlo Abete (calcio) ultimo degli eletti (33) col  puntello di Agnelli, e Sergio Anesi e Fabio Pigozzi, Fuori per un voto (32) Di Rocco, brutta notizia per la Toscana che deve organizzare il mondiale di Ciclo.

Elezioni CONI Malagò nuovo presidente

Grande sorpresa, dicono Tv e radio, la vittoria di Giovanni Malagò che nel contest con Raffaele Pagnozzi, era dato sfavorito anche dopo le due cene in maschera della vigilia nei rispettivi fortini,  ma ha vinto con 40-35, un voto più del quorum.

Considero questa carica la più importante nel nostro Paese, farò di tutto per onorarla. Nello sport è difficile vincere, ma anche a perdere. Un abbraccio a Pagnozzi”,

questa la dichiarazione con lacrime di gioia  dell’imprenditore romano baciando le figlie accanto. Si era presentato senza proclami o vendette, ma con  un programma ardito, facendo innanzitutto pollice verso al calcio e avendo contro per partito preso  anche le altre due maggiori federazioni, il ciclismo e il volley. Un blocco ritenuto quasi insuperabile al quale si è aggiunto il no di Pancalli all’invito di Malagò per  ricoprire la carica di segretario generale.

Nba torna Gallinari nella rivincita contro Boston

Calato il sipario di uno degli All Star Game più belli, poche ore dopo la lunga notte di Houston  quando a Los Angeles mancavano 5 minuti alla nuova alba di lunedì 18 febbraio, aggredito da molti mesi da un tumore, a 80 anni  Jerry Buss se n’è andato in una stanza del Cedar Sinai Hospital. E questo ha smorzato gli entusiasmi, per il resto ci ha pensato Michael Jordan.

Nell’intervista speciale concessa  a Acb.com, dopo tre settimane di voci riguardanti il suo possibile ritorno, alimentate anche da racconti di allenamenti strepitosi  e incoraggiato dalla sparata di Magic Johnson, disposto a puntare sull’amico in una sfida 1 contro 1  per LeBron perdente, Micheal Jordan ha annunciato ufficialmente  che non tornerà a giocare come  promise il giorno dell’ingresso nella Hall Of Fame. “E’ un passo che non mi sento di fare, questione di tempo, di età, di peso anche se nella mia testa continuerò a credere sempre di essere ancora un giocatore”. Storia finita.

Se n’è andato Jerry Buss il papà dei Lakers

Se n’è andato, a 80 anni, il papà dell’epopea dei Lakers, l’unica squadra ad avere tifosi in tutto il pianeta. Jerry Buss è stato il Gianni Agnelli del basket, e il suo capolavoro. i  Lakers, vengono considerati  la squadra più popolare al mondo con 10 titoli, grandi personaggi come Jabbar, Magic, Bryant, Shaquille,  Worthy , Gasol, Howard, Nash e allenatori quali Riley e Jackson. E  anche il  gioco spettacolare parte del marchio di successo  è entrato nella leggenda del basket come “Showtime”.

Quando acquistò per 68 milioni il club-faro  che secondo Forbes oggi vale 1 milione di dollari (idem i Knicks)  un biglietto costava 15 dollari, oggi un abbonamento di prima fila vale  migliaia di dollari. Giocava al Felt Forum e aveva già vinto 6 titoli, Buss li ha raddoppiati  e  lo Staples Center è una succursale di Hollywood, con Jack Nicholson primo fra i molti tifosi e le squinzie illustri.

Passano dal basket i giochi del presidente CONI, Malagò o Pagnozzi?

Lo sport italiano fa valere il suo passo atletico  anticipando di qualche giorno  il voto politico fingendo autonomia anche se così non è perché anche nel mondo degli stadi delle pedane e del parquet e dello street  ma non della scuola, è la politica che tira i fili, almeno all’80 per cento in questo caso. Al CONI si  sceglie oggi a Roma il successore di Gianni Petrucci che, ineleggibile, dopo una brillante carriera di più mandati si è rifugiato nuovamente nell’amato basket che molti anni fa è stato il suo trampolino di lancio. O meglio: il tappeto elastico che gli potrebbe consentire altre cariche, perché è uomo di punta dal partito di Casini che gli ha affidato la poltrona di sindaco di uno dei posti più belli della costa italiana, San Felice al Circeo. E conserva anche l’incarico amministrativo di presidente di CONI Servizi, in pratica il Consiglio di Amministratore che non prevede utili, specie dopo il crack delle sponsorizzazioni.

Nba All Star Game Houston fiction di successo, il genio di Paul trascina l’Ovest

Forse Jordan  aveva ragione nel ritenere Kobe più forte di LeBron, fatto sta che due spettacolari e sorprendenti  stoppate nel finale di Black Mamba  sul  n.1 della NBA,  la prima addirittura su un jump in area, hanno segnato il risultato del  62° All Star Game di Houston terminato con un trionfo personale di Chris Paul, MVP a furor di popolo con 15 assist, 20 punti, 4 triple su 5, 4 assist. Miglior marcatore Kevin Durant con 30 punti, miglior marcatore dell’Est Carmelo Anthony più 12 rimbalzi. LeBron non più infallibile e irretito da Kobe.

Fra i volti nuovi Paul George e Kyrie Irving due grandi acquisti per la NBA della seconda decade del millennio, in particolare attenti a Indiana col ritorno di Granger, perché Paul può essere il vero anti-Lebron. Il migliore fra i tre afro-europei è stato, manco a pensarci, il francese Tony Parker, vergogna che Mister Europa sia stato premiato Kirilenko nella stagione in cui ha perso la Coppa dei Campioni facendosi rimontare 19 punti .  Partita  purtroppo d’addio senza i giusti toni per due big,  Kevin Garnett (2 minuti e 26 secondi, nessun tiro) considerato anni fa uno dei 100 personaggi più influenti degli Stati Uniti e Tim Duncan.